MAK Sound Bites 010 - The Drifting School

30/06/2015

MAK, in collaborazione con Gianluca di Fabio della scuola di drifting di Misano, ha organizzato un track-day al Misano World Circuit per insegnare le basi del drifting.
Abilità, tecnica e qualità. “Una sorta di freestyle motocross fatto con le auto” come lo ha definito il pilota britannico Steve “Baggsy” Biagioni. Queste in sintesi le caratteristiche principali del Drifting-  conosciuto semplicemente come Drift- una disciplina sportiva che esalta il rapporto tra pilota ed automobile.
Particolare importanza viene riservata alla scelta delle ruote (e nello specifico dei cerchi in lega) da montare sui veicoli per prendere parte ad esercitazioni o gare ufficiali di Drifting. Queste, infatti, devono essere performanti, leggere e devono consentire una elevata aderenza all’asfalto. Come quelle proposte da Makwheels ideali per chi è alle prime armi oppure per i piloti di Drift più esperti.

Sono numerose le scuole ed i corsi di formazione che stanno formando i futuri piloti specializzati in questa particolare tecnica; una su tutte la “Scuola di Drifting di Misano di Gianluca di Fabio” con la quale Makwheels ha collaborato organizzando l’evento del Track-day nell’affascinante cornice del Misano World Circuit lo scorso 30 giugno.
L’appuntamento, che ha riscosso un grande successo tra i partecipanti ed i semplici curiosi accorsi al circuito, si è concentrato sull’insegnamento delle basi del drifting.
Sono particolarmente sentiti i “Track-day” che prevedono la possibilità per appassionati di motori ed automobili di scendere in pista con il proprio veicolo. In queste giornate speciali non è necessario avere una licenza da pilota, attrezzature speciali o assistenza meccanica. Basta possedere una patente di guida, un’auto in regola con le prescrizioni del codice della strada e un casco.
 
Per Makwheels è stata un’occasione molto positiva per proporre una serie di ruote ideali per raggiungere performance di livello nell’ambito del Drifting e per permettere ai principianti di apprendere le tecniche di base.
 
Ma le ruote in lega Makwheels non sono solo ideali e pensate per il drift ma vantano uno stile originale sia per estetica che per qualità, consentendo prestazioni di alto livello. L’obiettivo principale di Makwheels è di puntare alla realizzazione di un prodotto elegante e curato che possa rispondere alle esigenze dei clienti consentendo di guidare un’auto sempre più bella e sicura.
Curioso il significato letterale del termine, traducibile con l’espressione “andare alla deriva”; questa interpretazione non rende per nulla giustizia all’obiettivo principale della disciplina in questione che prevede il controllo sul veicolo in perdita di aderenza dell’asse posteriore, rispettando regole prestabilite.

Le competizioni, in autodromo o su strada pubblica chiusa al traffico, vengono effettuate con auto derivate da modelli stradali che presentano una particolare caratteristica: la trazione delle stesse, infatti, è esclusivamente posteriore. Banditi, quindi, i veicoli con trazione anteriore o integrale. Questo perché è necessario che solamente le ruote posteriori possano girare per consentire alla vettura un movimento tecnico denominato “derapata”, ovvero una manovra che consiste nel far scivolare lateralmente le ruote posteriori del veicolo in movimento.

Sicurezza alla guida, manovre decise e sensibilità sono le doti ideali per affrontare curve e controcurve di raggio differente del circuito prescelto. Il veicolo da gestire è in estremo sovrasterzo e la difficoltà maggiore sta nell’evitare testacoda o peggio ancora finire fuori strada.
Diverse sono le regole da rispettare per cercare di ottenere il massimo punteggio da parte della giuria di esperti che voterà ogni prestazione dei concorrenti.
I giudici, infatti, per valutare le prove dei piloti, si basano soprattutto sulla qualità, tenendo conto caratteristiche quali la fluidità dell’esecuzione, la capacità di controllo dell’autoveicolo, il raggiungimento del massimo angolo possibile di imbardata (sbandata in curva) e l’eleganza della prestazione del pilota.
 
Le competizioni vere e proprie prevedono un turno di prove libere, in linea con quanto succede nelle gare ufficiali di motociclismo e automobilismo, per consentire ai concorrenti di familiarizzare con il circuito.
Successivamente si svolgono turni singoli in cui ogni pilota viene valutato autonomamente; i migliori passano il turno, gli altri vengono eliminati. Da questo momento in poi i turni diventano doppi, ovvero ogni pilota sfida un altro concorrente fino ad arrivare alla finale vera e propria tra i due migliori piloti della competizione. L’obiettivo, in questo caso, non è sorpassare l’avversario, ma posizionarsi il più vicino possibile senza toccarlo e di ottenere il miglior punteggio per salire sul gradino più alto del podio. 
 
Il Paese che per primo ha scoperto quella che poi si è trasformata in disciplina vera e propria è stato il Giappone negli anni ’70 grazie a Kunimitsu Takahashi, ideatore delle basi più rudimentali dell’attuale disciplina. Ad oggi delle 200 gare internazionali di Drift 150 si svolgono nel Sol Levante. In Italia, il Drifting sta conquistando molti appassionati delle quattro ruote, grazie alla spettacolarità delle prestazioni e all’adrenalina che genera questo tipo di performance. 
 

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